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2014-01-06T15:19:43+01:00
La fanciulla (la donzelletta – diminutivo arcaico) ritorna dalla campagna [torna dal lavoro nei campi] al tramontar del sole (in sul = verso il), portando un fascio d’erba e tiene in mano un mazzolino di rose e di viole (ha l'erba per le bestie, come tutti i giorni, ma in mano ha viole e rose come segno della festa), delle quali (onde), come è solita (suole), si prepara a ornare l'indomani, giorno di festa, il petto e i capelli (crine). 
[Alla baldanza giovanile della donzelletta viene contrapposta la quiete della vecchierella]
Intanto sulle scale (i gradini dell'uscio di casa) siede con le vicine la vecchierella a filare, rivolta là (incontro là) dove tramonta il sole e racconta (novellando vien = raccontando con tono di fiaba)  della sua giovinezza (suo buon tempo - METAFORA), quando anch’ella si preparava la domenica e ancora giovane e bella era solita (solea, torna l'idea della cara abitudine) andare a ballare con coloro che erano giovani come lei (ebbe compagni nell’età  più bella – “età più bella” è METAFORA). 
Ormai (già, esprime il rapido volgere della sera) inizia a scurire (l’aria imbruna), il cielo (il sereno) torna azzurro (METONIMIA), e al biancheggiare della luna appena sorta (recente luna) ritornano giù dai colli e dalle case le ombre (dopo che erano sparite al tramontare del sole tornano a disegnarsi per terra). Ora la campana (la squilla) dà segno della festa che sta arrivando (METONIMIA); e a quel suono, si direbbe (diresti, con valore impersonale) che il cuore si consola (si riconforta: per un momento dimentica i suoi mali). 
I fanciulli (sono i primi a gioire della festa tanto attesa) gridando in gruppo (in frotta) sulla piazzola, e saltando di qua e di là fanno un rumore allegro (lieto – perché suscita gioia); e intanto il contadino torna (riede forma arcaica che suggerisce l’impressione del camminare lento e cadenzato di chi è stanco) alla sua  povera casa (parca mensa), fischiettando (in segno di letizia lui pure) e fra sé e sé (seco) pensa al giorno del suo riposo.
Poi quando intorno tutti i lumi (face - latinismo) sono spenti e tutto è silenzio (tace – face/tace è rima baciata), senti (odi...odi, ANAFORA) il martello picchiare, senti la sega del falegname, che  sveglio nella sua bottega chiusa, alla luce della lucerna, si affretta e si adopera per finire il lavoro (fornir l'opra) prima della luce dell’alba. Questo è il giorno [il sabato, che si è appena concluso] più gradito della settimana (di sette), pieno di speranza (speme) e di gioia: domani le ore porteranno tristezza e noia, e ognuno tornerà col pensiero (in suo pensier farà ritorno) alla fatica di tutti i giorni (il travaglio usato).Ragazzo (Garzoncello, l'uso del diminutivo indica affetto) allegro/scanzonato (scherzoso), questa giovinezza (età fiorita -METAFORA) è come un giorno pieno di felicità (SIMILITUDINE), luminoso, sereno, che precede la maturità (festa di tua vita - METAFORA, dunque la fanciullezza è simile al sabato, che promette gioia, la maturità alla domenica, in cui ogni illusione svanisce). 
Godi o fanciullo [quanto puoi] della giovinezza; questa è una condizione (stato) beata, un’età gioiosa (stagion lieta - METAFORA).
Non voglio dirti altro; ma non ti pesi che la tua festa tardi ancora a venire [cioè non aver fretta di crescere].
 
2014-01-06T16:21:10+01:00
Leopardi afferma che la gioventù è l'età più lieta il piacere sta nell'attesa che risulterà illusoria per questo la gioventu' è l'età più felice alla quale seguirà l'età matura che porterà soltanto tristezza e noia